Storia

Corte Casello nasce in un luogo dove la natura guida l’essere umano alla riscoperta di tradizioni e stili di vita della terra mantovana.

In questa terra io, Paganini Antonio sono nato e custodisco l’eredità di un uomo che portava il mio nome: mio nonno! Classe 1895, orfano di madre appena nato, vive in povertà la sua giovinezza e la prima guerra mondiale lo allontana dalla sua terra. Torna distrutto ma con tanta voglia di ricominciare a vivere. Abita poco lontano da “Corte Casello” un sogno per lui poterci entrare! Nel 1929 la “quota 90” lo annienta di nuovo e ancora una volta il suo mondo, i suoi progetti svaniscono. Il proprietario del fondo è un noto ingieniere di Como, Dottor Coggi che nella casa padronale trascorre i giorni estivi, offre a mio nonno l’opportunità di diventare affittuario e di instaurarsi con la famiglia nella casa attigua al suo palazzo.

Mio nonno uomo gran lavoratore, umile e dal carattere timido é affiancato dalla moglie Cinzia donna che sa essere dolce e remissiva ma dal carattere forte e deciso; la vera colonna portante della famiglia! È proprio lei che mi ha raccontato che il fondo era chiamato “Corte Casello” perchè nel secolo scorso si lavorava il latte e si vendeva il formaggio, dal loro matrimonio nascono due figli maschi: mio zio classe 1925 e mio padre classe 1929. Nel 1956 mio nonno muore. Mio padre e mio zio con amore e tenacia non abbandonano la terra, si sposano, prima di me nascono tre femmine: mia sorella e le mie due cugine, poi nell’agosto del 1963 arrivo io unico maschio della famiglia!! Arriva il fatidico marzo 1973 mio padre e mio zio diventano proprietari del fondo “Corte Casello”! Il loro duro lavoro di uomini del mondo contadino li aveva premiati. Ora mio padre mia madre e mio zio non ci sono più.

Devo un grande “grazie” a loro per avermi tanto amato, per avermi insegnato il rispetto per le persone e ogni cosa che mi sta attorno, la mia terrra dove da bambino correvo felice nei filari di vite e gli alberi da frutto. Ed è proprio dove prima rubavo i chicchi d’uva e le prime mele mature che ora ho realizzato con l’aiuto di mia moglie, i miei figli e mia nuora un mio sogno. Un modo per far rivivere i miei cari, che erano “si” uomini di terra e duro lavoro ma che amavano anche vivere in società!

Mio padre diceva sempre: la vita è bella basta saperla godere.

Un ottimismo che mi auguro non mi abbandoni mai.

Dalla storia arriviamo ai giorni nostri. Questa nostra nuova attività non andrà a sostituire la nostra principale che è quella agricola,  pertanto le nostre coltivazioni prenderanno canali diversi,  proponendo una parte dei nostri prodotti ai clienti dell’agriturismo garantendone la qualità.